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reato penale bestemmia

reato-penale-bestemmiaAl termine di una seduta caldissima la Camera ha votato ieri l’abrogazione dell’articolo 724 del codice penale. Da oggi chi bestemmia potrà farlo senza rischiare sanzioni pecuniarie. Il provvedimento è arrivato giusto in tempo per interrompere il processo in corso a L’Aquila per la famosa bestemmia dell’orchidea dedicata a rb.

reato penale bestemmia

Il regista dell’operazione, l’avvocato ng, ha manifestato ai giornalisti la sua soddisfazione per aver impedito ai giudici abruzzesi di proseguire nel proprio accanimento contro il premier senza dimenticare la rilevanza più generale della novità legislativa: “Abbiamo adottato un provvedimento di pulizia dell’ordinamento.

reato penale bestemmia

Già da tempo la bestemmia non era più reato ma semplice illecito amministrativo: se non ci fosse stato di mezzo il premier, a questa magistratura prevenuta e politicizzata non sarebbe mai venuto in mente di andare a scovare negli scantinati del codice penale questo articolino ormai dimenticato”.

Più cauti i toni utilizzati da cg, al quale la bestemmia proprio non deve essere andata giù. “In aula non era tanto in discussione il ruolo della religione nel nostro Paese, quanto la compattezza della maggioranza, chiamata a votare su una questione ipocritamente posta da chi prima difende eutanasia e aborto, e poi strumentalizza una semplice gaffe per montare un’indegna campagna denigratoria”.

Con la faccia dei giorni peggiori e senza rilasciare dichiarazioni ha abbandonato Montecitorio la teocon pb che, con la sua appassionata campagna antiabrogazionista, ha convinto qualche parlamentare dell’area formigoniana, senza riuscire a mettere in minoranza il governo.

Decisivi per la vittoria della maggioranza, a sorpresa, sono risultati i voti della neonata corrente radicale del Pd, cui deve aver dato energia il ritiro dalle scene politiche di bp.“La bestemmia non esiste”, ha dichiarato il leader della corrente, “e non può essere punita dalla legge in quanto non-senso logico.

Le ‘invettive o parole oltraggiose, contro la divinità’, come il codice penale definisce la bestemmia, non possono essere pronunciate dal credente poiché rispetta il comandamento ‘Non nominare il nome di Dio invano’, né dall’ateo che non nominerà colui che non ritiene esistere”.

Il parlamentare di sinistra ha quindi concluso, replicando a chi osservava come in realtà egli negasse una pratica assai diffusa: “Per il credente quella che, sbagliando, si definisce bestemmia, è la rabbiosa espressione del dubbio che coglie nei momenti di difficoltà, quelli in cui il dubbio, appunto, allontana dal dogma e può giustificarsi in tali circostanze.

Cos’altro era, se non un’espressione del dubbio, l’invocazione di Gesù in croce ‘Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?’. Perdonato il credente, deve essere perdonato anche colui che non crede, per una sorta di ‘incapacità di intendere e volere’.

Perché mai chi non crede (o chi fa finta di credere per opportunismo politico, sociale od economico) dovrebbe pronunciare il nome di un’entità che non conosce e non riconosce. Per il non credente che bestemmia, Dio è un insieme di tre lettere privo di senso. Chi pronuncia una successione di lettere prive di senso deve essere trattato come un idiota e non come un criminale”.

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firma digitale | reato falso | diritto penale:  avvocati penalisti

avvocato firma digitale | reato falso | diritto penale:  avvocati penalistiLa firma digitale rientra nel quadro legislativo dell'art. 1 del D.P.R. 28.12.2000, n. 445 (disposizioni legislative e procedimenti per atti amministrativi, detto Testo Unico di Documentazione Amministrativa) con cui si afferma che: la firma digitale è una firma elettronica basata su una struttura di chiavi non simmetriche a coppia, una comune e una riservata, che consente a che ne è responsabile attraverso la chiave riservata e al consegnatario attraverso la chiave comune, di rendere palese e di verificare l’origine e la natura di un documento o di un atto informatico, l'studio legale specializzato in diritto penale conta con diverso avvocati penalisti e cassazionisti nel suo staff e ha una rete di domiciliatari e collaboratori in tutta l'Italia, principali sedi a : Roma, Milano, Napoli,Torino, Palermo, Genova, Bologna, firenze, Padova e Cagliari.

Tale firma può essere leggera o pesante, in virtù del grado di certezza e sicurezza che garantisce.

Quella pesante: - è connessa unicamente al firmante; - è in grado di accertare il firmante; - è prodotta con dispositivi tramite i quali il firmante può avere il completo controllo; - è connessa ai dati a cui fa riferimento in modo da accertare ogni possibile modifica dei suddetti dati.

Proprio per la presenza dei medesimi elementi, la firma pesante ha bisogno di essere convalidata da un Ente certificatore esterno, stabilito per fare ciò come la Camera di Commercio, e deve assicurare specifiche peculiarità tecniche e materiali, come il fatto che il firmante, sia il solo a conoscere la chiave privata per attuare la procedura di firma. La legge italiana, seguendo le prescrizioni legislative europee, stabilisce che la suddetta firma può essere valida e legittima solo se possiede siffatti elementi.

Quella leggera, invece, è diversa da quella originale e non può dare validità ai documenti secondo legge, poiché non c’è la presenza di un Ente certificatore esterno. Siffatta firma si può usare in circuiti limitati, in cui due o più soggetti danno validità alla medesima firma per approvare specifici documenti, verificando che provengano dall'intestatario, come enti societari, assicurativi o banche che dotino la propria clientela della firma elettronica per il controllo dei documenti.

Sia la firma "leggera" che quella "pesante", è formata da un sistema a "chiavi asimmetriche" o a "chiave pubblica" o a "chiave doppia", trattasi di due sequenze di segni alfanumerici, creati apposta, di cui una conosciuta solo dal firmante, la cosiddetta chiave segreta, e l'altra conosciuta da tutti, la cosiddetta chiave pubblica.

Quella segreta è necessaria per firmare, quella pubblica per verificare che i documenti provengano effettivamente dal responsabile. La loro sicurezza deriva dal fatto che a ogni chiave pubblica è connessa solo una chiave privata, e che, la conoscenza della chiave pubblica, non permette di riconoscere quella privata. Per correlare "chiave pubblica" e "chiave privata" e anche il responsabile delle chiavi, ci si affida ad un ente Certificatore, come InfoCamere o Poste Italiane, il cui dovere istituzionale è quello di garantire la sicurezza del responsabile delle chiavi pubbliche attraverso i "certificati", e di renderle palesi attraverso una tabella telematica.

Rispetto alle prescrizioni legislative sulla tutela della privacy, il Decreto legislativo 30.6.2003, n. 196, Codice di sicurezza dei dati personali, ovvero codice sulla privacy, che dal 1.1.2004 ha sostituito la legge n. 675/96 e altre prescrizioni e normative di legge nella succitata materia, definisce come dati personali tutti quelli che ineriscono una persona fisica, giuridica, ente o associazione, che vengono riconosciuti o riconoscibili come tali, mediante la relazione con qualsiasi altra informazione, ivi compresa un sequenza numerica di identificazione personale. I dati personali comprendo tutti i documenti che ineriscono persone fisiche o enti.

Non c’è un’elencazione completa di dati personali. Possiamo soltanto elencare alcuni esempi: Nome, cognome, denominazione sociale Residenza, domicilio, sede, ufficio Età Stato civile Servizio e attività telefonica o di fax Posta elettronica ICQ number Password PIN Codici di accesso Codici di identificazione File di LOG e Cookies, con cui si possono ottenere documenti relativi alle ricerche fatte da un individui su diversi siti Internet Informazioni sull'istruzione Informazioni lavorative Dati economici Effetti acustici e figure se dalle stesse derivano informazioni su uno particolare soggetto, come le riprese effettuate dalle videocamere di sorveglianza.

L'studio specializzato a Roma, Milano, Napoli,Torino, Palermo, Genova, Bologna, firenze, Padova e Cagliari si ocupa anche di: diritto penale minorile, militare, tributario, amministrativo, denuncie per stalking, querele, Ingiuria, oltraggio, diffamazione, difesa reati penali, responsabilità medica penale, crimini informatici, crimine informatico, reati telematici, sequestro di persona, estorsione, rapina, stupro, associazione per delinquere, truffe, frodi fiscali, omicidi colposi, colpa medica, traffico di rifiuti, detenzione materiale pedopornografico, omicidi colposi in incidenti stradali, Estradizione internazionale

Materie: Diritto penale, Diritto dell’Ambiente, Diritto Commerciale internazionale, Diritto di Famiglia(separazione - divorzio e affidamento figli minorenni) , Diritto  del Lavoro, Diritto Informatico, Diritto Fallimentare, Diritto Finanziario, Diritto penale Minorile, Diritto penale militare, Diritto penale amministrativo, Diritto penale internazionale, Diritto penale Aziendale, Diritto Tributario, Diritto Penitenziario, Diritto bancario, Diritto edilizio, Diritto Penale urbanistico, Diritto Penale Europeo, Reati Informatici e Telematici, Reati penali Internazionali, Crimini di Guerra, Diritto Penale assicurativo.

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Ulteriore tutela si attribuisce alle notizie personali di natura sensibile in virtù dell'articolo 4 del D. legislativo 196/03, che rilevano: la razza e l’etnia il credo religioso, filosofico o di altro genere le concezioni politiche l’adesione ad associazioni di partito, sindacati, associazioni religiose, filosofiche o politiche i dati personali che permettono l’identificazione dello stato fisico e dell’ambito sessuale Per i suddetti è necessaria la firma del permesso di autorizzazione. Altresì, possiedono rilevanti limitazioni anche le documentazioni giudiziarie. In alcuni casi, che è titolare dei dati personali deve informare al Garante la propria intenzione a procedere (art. 37 del Codice).