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Avvocato Penalista: reato appropriazione indebita

Avvocato Penalista: reato appropriazione indebitaL'appropriazione indebita è una fattispecie di reato riconosciuta -con diverse denominazioni- in numerosi sistemi giuridici contemporanei (embezzlement nella Common law britannica, abus de confiance nel sistema giuridico francese, ecc.) con il comune denominatore di appropriazione di beni di cui si sia già in possesso, a differenza del furto che presuppone anche una presa di possesso del bene alienato.

Nell'antichità essa si confondeva nel più generale concetto di "furto". Alcuni casi di appropriazione indebita vengono descritti come furtum nelle leggi delle XII tavole, e tale concezione continua anche nel Digesto.

\Solo a partire dal tardo medioevo una distinzione tra furtum proprium e furtum improprium (quest'ultimo caratterizzato in genere dal detenere già i beni in proprio possesso) comincia a prevedere una distinzione tra le due fattispecie.

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reati telematici | violazione dei dati personali: Truffa informatica, reati informatici

avvocato reati telematici | violazione dei dati personali: Truffa informatica, reati informaticiAvvocato Penalista: Chi ha subito un danno per violazione dei dati personali può fare ricorso al Garante o investire di ciò l'Autorità giudiziaria. Insieme al risarcimento del danno vi è pure la disposizione di specifiche sanzioni amministrative, l'studio legale specializzato in diritto penale conta con diverso avvocati penalisti e cassazionisti nel suo staff e ha una rete di domiciliatari e collaboratori in tutta l'Italia, principali sedi a : Roma, Milano, Napoli,Torino, Palermo, Genova, Bologna, firenze, Padova e Cagliari.

Per un illecito relativo ai dati personali, per la messa in atto di false informazioni e assenza di norme sulla privacy, si fissano anche sanzioni penali che prevedono l’arresto fino a 3 anni e multe fino a 50.000 Euro. Altresì, l'art. 7 del D. legislativo 196/03 stabilisce che, in merito al trattamento dei dati personali: La persona può ottenere l’accertamento o meno della sussistenza di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora inclusi, e il loro trasferimento in forma leggibile.

violazione dei dati personali

Avvocato Penalista: La persona può ottenere: la provenienza dei dati personali; le finalità e le modalità di trattamento; il sistema usato nel trattamento adottato con il supporto di strumenti informatici; l’identificativo del possessore, dei responsabili e del rappresentante delegato in virtù dell'articolo 5, comma 2; i soggetti a cui i dati personali possono essere comunicati o che possono riceverli in veste di responsabile delegato nel territorio statale.

Truffa informatica

La persona può ottenere: l’aggiornamento dell'inclusione dei dati personali; la cancellazione, la modifica in forma anonima o le notizie vagliate in violazione di legge, incluse quelle di cui non necessaria la tutela rispetto agli scopi per cui le notizie sono state ricevute e poi esaminate; l'attestazione che le operazioni a) e b) sono state ottenute soltanto da quelli a cui le notizie sono state inoltrate, tranne per la circostanza in cui non è possibile osservare ciò o nei casi che richiedono un uso di mezzi non idonei rispetto al diritto da tutelare.

reati informatici

Il soggetto può ribattere, del tutto o in parte: per motivi che ineriscono il trattamento dei propri dati personali, anche se di attinenza allo scopo della raccolta; al trattamento dei propri dati personali per diffondere pubblicità o notizie di vendite dirette o per indagini di mercato o commerciali. Si può fare richiesta di tali diritti attraverso domanda inoltrata al responsabile di ciò.

Con una prescrizione comunitaria (R[9]89), la legge 547/93 ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico alcuni reati, chiamati informatici, in quanto l’azione illegale viene commessa tramite l’utilizzo di sistemi informatici o telematici.

Tali reati informatici si riferiscono a: Attività arbitraria delle proprie ragioni (art. 392 c.p.) Tentato crimine nei confronti di istituti di pubblico servizio (art. 420 c.p.) Documenti informatici falsi (art. 491-bis c.p.) Accesso illegittimo a sistemi informatici (art. 615-ter c.p.) Possesso e diffusione illecita di codici di accesso (art. 615-quater c.p.)

Diffusione di programmi che danneggiano o arrestano un sistema informatico (art. 615-quinquies c.p.) Violazione della corrispondenza e di notizie informatiche e telematiche (art. 616, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies c.p.) Emissione di documenti segreti (art. 621 c.p.) Emissione a distanza di documenti (art. 623-bis c.p.) Danneggiamenti di sistemi informatici o telematici (art. 635-bis c.p.)

Truffa informatica (art. 640-ter c.p.). La legge 547/93, è vero che ha introdotto nel nostro ordinamento i cosiddetti "reati informatici", ma non ha parlato di reato di calunnia causato a livello informatico o telematico. Anche se è utile dire che i reati stabiliti dagli artt. 594 (oltraggio) e 595 (calunnia) del codice penale, sono abbastanza generici da comprendere pure quei comportamenti offensivi che si determinano attraverso i supporti informatici e le odierne tecnologie di comunicazione, come SMS, Chat, Newsletter e via dicendo.

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La stessa Cassazione, con una attuale prescrizione, convalida questa disposizione, stabilendo addirittura che "i reati previsti dagli articoli 594 e 595 del codice penale si commettono anche mediante supporti telematici o informatici; basti fare pensare alle e-mail, in cui un soggetto può inviare messaggi ingiuriosi ad una o più persone, commettendo il classico illecito di oltraggio, se chi lo riceve è la stessa persona offesa, o di calunnia, se chi lo riceve sono persone diverse (cass. sez. V penale, 27.12.2000, n. 4741).