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Avvocato Penalista: reato appropriazione indebita

Avvocato Penalista: reato appropriazione indebitaL'appropriazione indebita è una fattispecie di reato riconosciuta -con diverse denominazioni- in numerosi sistemi giuridici contemporanei (embezzlement nella Common law britannica, abus de confiance nel sistema giuridico francese, ecc.) con il comune denominatore di appropriazione di beni di cui si sia già in possesso, a differenza del furto che presuppone anche una presa di possesso del bene alienato.

Nell'antichità essa si confondeva nel più generale concetto di "furto". Alcuni casi di appropriazione indebita vengono descritti come furtum nelle leggi delle XII tavole, e tale concezione continua anche nel Digesto.

\Solo a partire dal tardo medioevo una distinzione tra furtum proprium e furtum improprium (quest'ultimo caratterizzato in genere dal detenere già i beni in proprio possesso) comincia a prevedere una distinzione tra le due fattispecie.

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avvocato studio legale diritto assicurativo | incidenti stradaliVi è complicità di colpa, riferendosi alla circolazione di veicoli disciplinata dal comma dell'art. 2054 codice civile, quando in un sinistro stradale tra veicoli ognuno dei conducenti ha contribuito in maniera uguale a cagionare il danno subito da ogni singolo veicolo, l'studio legale specializzato in diritto penale conta con diverso avvocati penalisti e cassazionisti nel suo staff e ha una rete di domiciliatari e collaboratori in tutta l'Italia, principali sedi a : Roma, Milano, Napoli,Torino, Palermo, Genova, Bologna, firenze, Padova e Cagliari.

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Accanto alla complicità di colpa sussiste anche una presunzione attinente che, fino a prova contraria, suppone l’attribuzione dei reati a più soggetti, a ognuno dei quali viene connessa una concreta causa del danno, qualora abbia contribuito a determinare una situazione per cui senza la stessa l’incidente non sarebbe successo.

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Si suppone, che ogni singolo conducente, con la stessa colpa e nella stessa misura, abbia causato i danni derivati dal sinistro stradale.

In tal senso, in virtù del principio della complicità di colpa del soggetto che ha subito il danno ex art. 1227 codice civile, ogni singolo conducente risarcirà per metà l’importo dei danni subiti dall'altro ed essere sottoposto ad una riduzione del diritto al risarcimento dei suoi danni nella stessa misura.

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La complicità di colpa dei conducenti, ex art. 2054, si ha solo nel caso di un sinistro tra veicoli, e si applica soltanto nel caso in cui gli esiti probatori non permettano efficacemente di accertare a che livello la condotta dei due conducenti abbia determinato il danno.

Altresì, pure quando è accertata la colpevolezza di un solo conducente, l'altro sicuramente non verrà sciolto immediatamente dall’accusa di corresponsabilità, perché deve comprovare che è stato attento a considerare tutte le disposizioni legislative sulla circolazione e quelle relative alla cautela e prudenza stradale (Cass. 7.2.1997, n.1198; Cass. 26.10.1992, n. 11610).

Il nostro ordinamento legislativo prevede il principio di solidarietà, per cui anche il conducente che ha considerato tutte le disposizioni legislative sulla circolazione, deve attivarsi per fare in modo che l’incidente venga in tutti i modi schivato, o almeno ridotto.

L’accusa di uguale complicità si ha anche se uno dei veicoli non è stato danneggiato e inerisce sia l’entità della colpa che la natura della conseguenza dannosa.

Il CID è la constatazione amichevole di incidente previsto dalla Convenzione per il rimborso diretto, redatto e sottoscritto dai due conducenti dei veicoli e con cui gli stessi rigettano la procedura di pagamento prevista dall'art. 3 della L. 39/77.

Il CID può essere adottato nel caso in cui il sinistro causi un danno solo ai veicoli, e il suo scopo principale è quello di rendere veloci e immediati i pagamenti che riguardano i danni che sono stati causati ai due veicoli, agevolando il conseguimento del relativo risarcimento da parte del soggetto danneggiato che sia del tutto o parzialmente non responsabile del sinistro.

La Convenzione prescrive l’obbligo di ogni compagnia concorrente di provvedere, nei termini stabiliti, al risarcimento dei danni che il suo assicurato ha subito, come effetto di un sinistro da attribuire del tutto o in parte, ad un soggetto assicurato per lo stesso rischio presso differente compagnia concorrente.

Qualsiasi compagnia che si adegua alla Convenzione lavora come rappresentante di qualsiasi altra, riconoscendo ai suoi soggetti assicurati il risarcimento spettante a titolo e per mezzo della assicurazione del responsabile, che è obbligata al rimborso della somma versata.

L'studio specializzato a Napoli si ocupa anche di: diritto penale minorile, militare, tributario, amministrativo, denuncie per stalking, querele, Ingiuria, oltraggio, diffamazione, difesa reati penali, responsabilità medica penale, crimini informatici, crimine informatico, reati telematici, sequestro di persona, estorsione, rapina, stupro, associazione per delinquere, truffe, frodi fiscali, omicidi colposi, colpa medica, traffico di rifiuti, detenzione materiale pedopornografico, omicidi colposi in incidenti stradali, Estradizione internazionale

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Per attuare la procedura prevista dalla Convenzione, è importante che vi sia un sinistro stradale determinato da urto di non più di due veicoli, entrambi accertate, e con obbligo assicurativo della responsabilità civile in virtù della L. 990/69 e successive modifiche, con assicurazione in una delle compagnie concorrenti, con esclusione dei motorini e dei trattori; altresì, che durante l’incidente non si verifichi danni a persone e ad oggetti.

Con il risarcimento diretto del danno si rinuncia a quello previsto dalla legge n. 39 del 1977, dove, pure se è stato redatto il CID, il danneggiato inoltri la richiesta di risarcimento alla società assicurativa del responsabile, in virtù dell'art. 22 della L. 990/69 e mediante le disposizioni dell'art. 3 della stessa legge, la procedura per effettuare il pagamento previsto deve essere sospesa e l’assicurazione debitrice deve dare comunicazione alla compagnia incaricata della domanda di ricorso inviata dall’avente diritto.

A tal proposito, il danneggiato, colpevole almeno in parte, deve far prevenire Il procedimento la denuncia alla sua compagnia assicurativa, procedendo alla compilazione tramite il modello di constatazione amichevole e sottoscritta da entrambi i conducenti. L'assicurazione, verificata la condizione per il risarcimento diretto, vi provvede a titolo e per mezzo della compagnia debitrice.

I danni al veicolo si accertano, per mezzo della compagnia deputata, entro dieci giorni dalla messa a disposizione della stessa, medianti indici fissati dall'associazione statale tra le compagnie di assicurazione, e il pagamento viene eseguito entro quindici giorni dall’accertamento tecnico.